Rubrica : La Suburbana Magazine. Pubblicato il 20-12-2009
Giornalisti in movimento: Caposud e l’altro punto di vista dell’informazione.

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Questi ultimi sono tempi difficili per il nostro giornalismo, di accuse pesanti, tentati imbavagliamenti, scandali difficilmente cancellabili. Eppure, in questo momento storico delicato, in cui gli opposti schieramenti si rimbalzano palle chiodate nel campo dell’informazione, c’è ancora chi guarda al giornalismo indipendente, quello propriamente detto, schiavo solo della volontà di conoscere. copertina2Avere un’opinione personale e poterla esprimere liberamente è un lusso di cui, nella nostra Italietta, rischiamo di dimenticare il valore. Ma per chi crede davvero nel valore della verità raccontata il momento di fermarsi non viene mai perché, prima o poi, qualcosa deve accadere.

Una di queste cose accadute è Caposud, rivista nata dal progetto “Principi Attivi 2008” della Regione Puglia e tenuta a battesimo il 6 dicembre alla libreria Griot di Roma dal direttore responsabile Tonio Dell’Olio, il direttore editoriale Alfredo Giangaspero, il vignettista Paolo Piccione e il giornalista Jean-Léonard Touadi.

Il progetto realizza la possibilità di ascoltare fonti di informazione primarie provenienti dai paesi cosiddetti “terzi” riducendo al minimo la presenza italiana in redazione in favore di quella dei corrispondenti locali dei e dai Paesi in Via di Sviluppo. La decisione deriva dal fatto che troppe notizie, troppo spesso, arrivano a noi depurate da un filtro “occidentale” mentre la possibilità di ascoltare le testimonianze dirette ci è preclusa.

Ma Caposud aspira ad essere qualcosa di più di un semplice periodico di approfondimento culturale. Dietro c’è l’idea di un leale scambio di saperi, di promozione del giornalismo dei Paesi “terzi”, per farlo dialogare, in tutte le sue svariate forme, con le realtà indipendenti dell’informazione occidentale. Creare ponti, dunque e dialogare coi popoli dei Sud del mondo, senza brevettare il loro diritto di espressione o ingabbiarlo dentro schemi retorici e paternalistici. Ripudiare l’inganno di un’informazione autoreferenziale, che dispensa giudizi sommari sugli altri, specialmente quando questi non parlano la nostra stessa lingua o invocano un altro dio.

Diretto da Tonio Dell’Olio (coordinatore di Libera Internazionale), Caposud è il primo magazine (bimestrale) interamente dedicato alle verità altrui, ai sogni inespressi, alle opere, alle denunce e alle proposte dall’altro mondo, quello che non si legge, non si vede, e non si vende…mai. Una rivista fatta di volti e storie, curata graficamente con immagini inedite e reportage di firme emergenti che è però anche una realtà interattiva, presente sui principali social network (facebook, twitter, myspace), dotata di un blog riservato ai giornalisti corrispondenti e di un portale, www.caposud.info, dove è possibile scaricare il primo numero della rivista e abbonarsi a quelli successivi.

Al di là dei contenuti che veicola, l’importanza di Caposud risiede quindi nella sua esistenza stessa, nel farci sapere che è ancora possibile in questo Paese costruire qualcosa di contenutisticamente valido slegandolo dalla faziosità partitica e soprattutto sottraendolo alla logica che associa ogni forma di denuncia a un’opposizione fatta di solo deconstruzionismo. Caposud, come tante altre realtà che “bollono in pentola” e di cui speriamo di sentir presto parlare, non nasce per condannare, il suo obiettivo è informare e farlo “da un altro punto di vista” perché una differente prospettiva esiste sempre. Basta volerla vedere.

di Valentina Valle Baroz

La rivista sarà distribuita presso librerie indipendenti, la rete delle Botteghe del mondo, facoltà universitarie, biblioteche provinciali e comunali; sarà recapitata ad un pubblico qualificato di opinion leader ed abbonati. Hanno già aderito alla rete le biblioteche comunali di Roma e Milano. Per maggiori informazioni e abbonamenti: www.caposud.info

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