Rubrica : La Suburbana TV. Pubblicato il 12-11-2009
John Petrucci, chitarrista dei Dream Theater, ospite d’eccezione sulla Suburbana TV

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FG. John Petrucci, hai firmato più di 600 autografi, coma va la tua mano?
JP.Beh, sono caldo per lo spettacolo!

FG. Allora sei pronto per suonare stasera!
JP.Non devo esercitarmi, sono già pronto!

petrucciFG. John, quando hai cominciato a suonare la chitarra?
JP.Ho cominciato molto giovane, avevo 12 anni! In realtà avevo circa 8 anni quando ho preso in mano la chitarra, ma non mi piaceva molto, forse ero troppo piccolo. Poi, all’età di 12 anni, ormai teenager, mi ci sono addentrato completamente.

FG. Perché?
JP.Mi piaceva, non so perché, amavo la chitarra, ne ero attratto. C’erano un sacco di bands nel mio vicinato, le guardavo e mi piacevano le loro chitarre, ogni volta che vedevo una pubblicità o una band in tv, ero attratto dalle chitarre.

FG. A che età hai cominciato a suonare in una band?
JP.Avevo 13 anni quando ho cominciato a suonare nel mio primo gruppo, e suonavamo rock’n’roll.

FG. E con i Dream Theater, invece, avevi 18 anni?
JP.Con i Dream Theater ho cominciato quando andavo alla Berklee. Sì, avevo 18 anni.

FG. Come era suonare alla Berklee School?
JP.Fantastico! Una grande atmosfera, tanti musicisti, tanti concerti e performance, una bellissima atmosfera!

FG. E lì hai incontrato John Myung e Mike Portnoy…
JP.In realtà, John l’ho conosciuto prima, siamo cresciuti assieme. Siamo andati entrambi alla Berklee, dove abbiamo incontrato Mike.

FG. Dopodiché hai suonato anche con Kevin Moore: conosciuto alla Berklee?
JP.Veramente, no. Sono cresciuto con Kevin, era anche lui nel mio vicinato, però non ha frequentato la Berklee.

FG. Infine hai incontrato James LaBrie: dopo qualche anno di attività della prima formazione dei Dream Theater con il primo cantante, James è stato il secondo cantante del gruppo, ma ora è Il Cantante dei Dream Theater.
JP.Esattamente! Lui è il secondo cantante dei Dream Theater. Lui è la Voce dei Dream Theater da tanti, tanti, tanti anni.

FG. …e nel 1998 è arrivato Jordan Rudess!
JP.Sì. Jordan si è unito poco prima di incidere “Scenes from a Memory”. Hai ragione, era il 98/99!

FG. E prima è stato con te nei Liquid Tension Experiment.
JP.Sì! Jordan ha suonato in entrambi i dischi dei Liquid Tension Experiment, ed è stata davvero un’esperienza divertente. È in quel periodo che l’ho conosciuto come musicista, come compositore e come persona.

FG. Quante ore al giorno suoni la chitarra?
JP.12 ore!!! No, dai, non è vero. Dipende da quello che ho da fare. Di solito 2-3 ore, ma se sono in tour, magari un’ora e mezza, se sono a casa forse di più, se sono in studio magari tutto il giorno. Dipende da quello che ho da fare.

FG. Ma ci sono giorni in cui non suoni affatto?
JP.Certamente! Ci sono giorni in cui non suono affatto, però cerco di suonare tutti i giorni, credo sia importante. Ma a volte succede, per qualsiasi ragione, di non poter suonare, magari sono in viaggio, o non sono dell’umore giusto, oppure sono impegnato con qualcos’altro, ad esempio, la famiglia.

FG. Hai tempo per la tua famiglia?
JP.Certo, devi avere il tempo per la famiglia.

FG. Tu sei sempre in tour con i Dream Theater in giro per il mondo, senza contare tutti gli altri tuoi progetti!
JP.Sì, il Tour dei Dream Theater è stato veramente mondiale. Non sono molti i posti dove non siamo stati, siamo andati in Russia, Israele, Asia, Sud America, Europa, ovunque.

FG. E la tua famiglia viene in tour con te?

JP.A volte sì. In estate quando i ragazzi sono in vacanza dalla scuola, allora vengono in tour con me e si divertono molto.

FG. Puoi dare qualche consiglio a quei musicisti che vogliono suonare e comporre come fanno i Dream Theater?
JP.È importante avere il proprio stile, e svilupparlo. Noi siamo stati influenzati da gruppi “progressive” come Yes, Rush.. no Camel non proprio, li conosco, ma direi di no, e poi abbiamo mischiato il tutto con Metallica e Iron Maiden, e alla fine abbiamo trovato il nostro stile. È importante sviluppare il proprio stile e trovare bravi musicisti con i quali suonare.

FG. Ora siete quasi giunti alla fine del Tour. Raccontaci qualcosa del nuovo disco.
JP.Certo! Si intitola “Black Clouds & Silver Linings”, è uscito in giugno, ed è l’album dei Dream Theater con i migliori piazzamenti di sempre nelle classifiche mondiali, arrivando al primo o secondo posto in molti paesi, e sesti negli Stati Uniti. È un album di grande successo per noi. Ci sono solo 6 brani, di cui 4 sono lunghe canzoni epiche. È davvero il nostro miglior lavoro, e suonare questi brani dal vivo è ancor più gratificante.

Intervista di Francesco Gualdaroni per la Suburbana TV
Traduzione a cura di Marcello Carrabba

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